Recensione Gentile: Star Wars episodio VII: Il risveglio della forza

Star Wars: Il risveglio di J.J. Abrams.

La cosa più importante per un film è che funzioni, e “Star Wars: il risveglio della forza” funziona alla grande. Il regista J.J. Abrams intraprende un nuovo cammino iniziando una trilogia che terminerà nel 2020. Lo scontro tra buoni e cattivi nello sterminato universo continua, ma con nuovi protagonisti e una produzione targata Disney. Dopo la dissoluzione del malvagio Impero Galattico si fronteggiano la Repubblica e il Primo Ordine. La prima è la forma di governo benefica ricostruita dall’Alleanza Ribelle (già resistenza del vecchio Impero) ed è capeggiata dal generale Leia Organa (Carrie Fisher), il secondo è invece l’elegante ritratto del nuovo male intergalattico. Il Primo Ordine, comandato dal super cattivo Snoke (Andy Serkis) e dall’adepto Kylo Ren (Adam Driver), si mette alla ricerca di una mappa cosmica che conduce al leggendario Luke Skywalker, eroe e protagonista della trilogia originale. Giusto per ricordare, Luke Skywalker (Mark Hamil) è l’ultimo superstite degli Jedi, i cavalieri possessori delle celebri spade laser. Famosi per essere i garanti della pace e della giustizia nelle immense distese intergalattiche, sono in grado di controllare e gestire come nessuno laforza, l’energia pura che pervade l’universo. Proprio quella forza si risveglierà in una ragazza, Rey – personaggio principale della nuova saga – interpretata con grande personalità dall’attrice britannica Daisy Ridley. La protagonista inizia le sue peripezie sul pianeta Jakku, quando entra in contatto con il droide BB-8, custode della mappa. Dopo aver conosciuto un ex sodale ribellatosi al Primo Ordine, Finn (Jonh Boyega), ed il leggendario capitano dell’astronave Millennium Falcum Han Solo (impersonato dal solito Harrison Ford), Rey inizierà un’avventura ricca di colpi di scena e piena di battaglie spettacolari tra i membri della Repubblica e quelli del Primo Ordine. Star Wars VII è una piccola luce che accende la fantasia e la creatività degli spettatori, sia grandi che piccini. La messa appunto di una cinematografia originale, per un film ormai diventato un famoso classico Hollywoodiano, il regista americano riesce a riprodurre realisticamente le ambientazioni e la narrazione. Abrams mantiene con grande maestria l’idea tipica del film e non invade i costrutti classicheggianti concepiti dal suo predecessore George Lucas: la grafica computerizzata è ridotta allo stretto indispensabile e crea un impianto contemporaneo senza chiudere le porte al gusto di un immaginario tradizionale. Ecco così che alcuni personaggi della vecchia saga ritornano; Han e il suo scimmione Chewbecca, Leia e infine Luke Skywalker. Ma ritornano solo per collegare la storia passata a quella futura, lasciando spazio ai nuovi protagonisti. Rey è la ragazza destinata a cogliere l’eredità della forza e a difendere le sorti dell’universo. La scelta dichiarata di J.J. è dare gran risalto alla femminilità, che stavolta acquisisce un primo piano assoluto. Il comando è affidato alle donne. Leia e Rey sono infatti due leader, lontane per età, simbolo di passato e futuro, paladine di giustizia opposte all’avanzare del male. Il lato oscuro è raffigurato paradossalmente dalle figure maschili di Snoke e Kylo Ren, non troppo lontano dall’identikit di Darth Fener. Le donne saranno la salvezza? In questo caso sì. L’uomo al comando ha portato fin troppi mali. Ora tocca a loro ristabilire gli equilibri. Insomma, “Star Wars: il risveglio della forza” è un film pienamente riuscito, come una pietanza ben amalgamata e da assaporare con gusto. Per rendersi conto degli ingredienti che compongono la ricetta, basta ascoltare le musiche di Jonh Williams. Il famoso tema del compositore premio oscar nel 1979 per la miglior colonna sonora, ritorna. E lo fa con architetture musicali nuove, da pelle d’oca, che avvolgono con intensità tutto l’andamento del film. Lo spettacolo è garantito per un “Guerre Stellari” ricco di sorprese, storie passate, presenti e future, di sketch divertenti e di buon gusto, e non incentrato solamente su pomposi effetti speciali, ma funzionante in tutto il suo apparato artistico: costumi, ambientazioni, ordine narrativo, inquadrature, fotografia, musiche. Un film da non perdere.

Saverio Rizwikt (Saverio Rizzo)

26.12.2015
 

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