Recensione Gentile: Deadpool cappuccio rosso

deadpool

Soggetto: Saverio Rizwikt         Illustrazioni: Bislacchi

Di Saverio Rizwikt (Saverio Rizzo)

Deadpool: un cinecomics che delude

Obiettivamente: Deadpool sarà pure un film divertente, ma guardarlo non coinvolge mica così tanto come sembra. Anzi, diciamolo pure: delude un po’ le aspettative. In genere, quando assistiamo a qualsiasi spettacolo vagamente comico, a farci ridere di più sono le situazioni comiche. Le battute, invece, suscitano ilarità quando sono opportune, e cioè proferite al posto giusto e al momento giusto. L’umorismo di Deadpool va su di giri e termina invece fuori pista. Il posto è quello giusto, il momento quello sbagliato. O meglio, non c’è momento che non sia quello giusto. Per quasi 2 ore di film non si sentono altro che battutacce sparate l’una appresso all’altra, neanche fossero le cannonate della rivoluzione americana. Per questo, già dopo un certo numero indefinito di parolone pronunciate quasi per forza, ci si inizia ad annoiare. Si guarda il film con aria distaccata e disincantata, certi che qualsiasi colpo di scena avrà esito caricaturale. Lo spettatore esce dalla sala piuttosto amareggiato, ridente solo di alcune sequenze sceniche particolarmente comiche. L’humor, monotono, ripetitivo, esageratamente presente, finisce per rendere il film una parodia di se stesso. Tom Miller alla regia, Rhett Reese e Paul Wernick alla macchina da scrivere, formano la santa trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Perdonata la prima marachella, sono pronti a rimettere i peccati di un blasfemo pagliaccio vestito di rosso, alla moda persino rispetto al costume di Spider-man a carnevale. E anche quelli degli spettatori, a cui devono mostrarsi nelle vesti di preti confessori. Amen. A salvare l’andamento complessivo del film non basta certo la loro ingegnosa trovata di una narrazione nella narrazione. La vita di Deadpool (non ancora tale) al passato viene ripresa dalla storia di Deadpool al presente (sostanzialmente una parodia) – in cui è già super (anti) eroe – con il pubblico che diventa l’interlocutore diretto del racconto. Il protagonista interagisce di continuo con la telecamera e gli spettatori che, in modo passivo, sono resi partecipi dei vari momenti scenici proiettati sullo schermo. Wade Wilson (Rynard Reynolds), ex militare delle forze speciali ormai in congedo, scopre di essere malato di un cancro incurabile. Per non separarsi da Vanessa, donna di cui è perdutamente innamorato, si sottopone alle cure speciali di una banda di cattivissimi capeggiata dal Dottor Francis Freeman (Ed Skrein). Wade guarisce dal cancro, ma subirà delle mutazioni genetiche che rovineranno per sempre il suo aspetto esteriore. In compenso acquista dei super poteri e si trasforma nel nuovo Majin Bu: un uomo in grado di rigenerarsi a qualsiasi lesione fisica. Sotto la nuova identità di Deadpool, Wade andrà alla ricerca del Dottor Francis per tentare di ripristinare le bellezza estetica persa e ricongiungersi a Vanessa … In una favola da Bronx, con un soffuso accento da “La bella e la bestia” remix, la storia di Deadpool è il trionfo di un sarcasmo esageratamente estremo, ma che trova comunque delle vie di fuga interessanti nell’analisi ironica del rapporto tra l’essere umano e la sua inadeguatezza nel gestire la natura. Per quanto riguarda le musiche, non bisogna di certo dimenticare Junkie XL. Le sue colonne sonore sono un po’ come le sigle pubblicitarie della mulino bianco che accompagnano Antonio Banderas al “biscottone inzupposo”: adatte quanto bastano a vincere il premio di fedeltà alle immagini. Il rap, l’elettronica, e la pop dance si prestano in modo discreto al carattere hurban e splatter della cinematografia adottata. Adesso, caso raro, godiamoci il pensiero di un buffo spettatore immaginario:

È ovvio: Deadpool è un film come tanti
e di sicuro ce ne sono di più interessanti
Credo che la fotografia sia di buona fattura
merito dei precisi tagli sull’inquadratura
la sceneggiatura è un tantino depravata
e i dialoghi son di gente scostumata
la regia, ahimè, è davvero irritante
e il film, alla fine, diventa seccante!

Ma adesso esprimete il vostro parere:
Siete d’accordo con l’analisi fatta?

Voto: 5 su 10

 

 

 

29.2.2016
 

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