Recensione Gentile: Robinson Crusoe

Di Saverio Rizwikt (Saverio Rizzo)

Attenzione! Prima di iniziare a leggere questa recensione, selezionate su youtube la canzone “Un Poco di Zucchero” del film Mary Poppins, e fatela partire a tutto volume. Se già conoscete la musica invece, vi basterà usare l’immaginazione. A questo punto, canticchiate il motivetto con il testo qui in basso.

In tutto ciò che vuoi guardar

il lato bello puoi trovar

lo troverai e … hop! il film va

ogni visione sì divien

più semplice e seren

dovrai capir

che il trucco è tutto qui:

 

Con un poco di zucchero

anche Robinson Crusoe

anche Robinson va giù

Robinson va giù

Basta un poco di zucchero

e anche Robinson va giù

ma ai bimbi piacerà di più!

Dopo aver guardato il Robinson Crusoe di Vincent Kesteloot e Ben Stassen, Mary Poppins canterebbe le prime due strofe della sua popolare canzoncina esattamente in questo modo. Prima semplice considerazione: è difficile rielaborare in modo originale ed efficace il Robinson Crusoe di Daniel Defoe. A maggior ragione se lo si vuole portare sul grande schermo con un lungometraggio d’animazione. Una nave naufraga su un’isola abitata da un pappagallo e altri simpatici animali. Gli unici sopravvissuti sono il giovane Robinson Crusoe, il suo cane e due gatti selvatici. Dopo le iniziali ostilità, gli animali del luogo instaureranno con Robinson una forte amicizia. L’armonia del gruppo verrà però minacciata da nemici esterni … Seconda osservazione: non è per nulla facile rendere un’opera letteraria per persone mature accessibile anche ai più piccini. E sotto questo punto di vista, Kasteloot e Stassen alla regia, Lee Christopher, Domonic Paris e Graham Welldon alla sceneggiatura sono riusciti a rendere Robinson Crusoe un film in grado di coinvolgere un pubblico di bambini. Ma come la stessa canzoncina recita, “ai bimbi piacerà di più”. Già, perché la pecca del film è che il tentativo di coinvolgere i bambini rischia di non coinvolgere gli adulti. I dialoghi e le costruzioni di scena sono pensati soltanto per far presa sul pubblico infantile. Questo non limita l’attenzione dei più grandi. Solo, probabilmente, non ne garantisce la ricerca verso qualcosa di troppo interessante; contrariamente al romanzo di Defoe. Risultato? Da una parte un film che lascia spazi aperti e questioni irrisolte, dall’altra un racconto chiaro e curioso del rapporto tra l’uomo e l’animale. La libertà dell’uomo nel vivere in armonia con gli animali e la natura circostante nel film è senza dubbio contrapposta al soffocamento dell’ambiente naturale provocato dalla sfrenata urbanizzazione e industrializzazione nella realtà. L’equilibrio dell’habitat ecologico in opposizione all’instabilità della vita urbana. Ecco allora che continuando a citare la nostra canzoncina si potrebbe aggiungere dell’altro: “In tutto ciò che vuoi guardar, il lato bello puoi trovar, lo troverai e … hop! il film va”. Se ci si sofferma un po’ ad interpretare, in questo Robinson Crusoe si possono rintracciare una serie di messaggi molto importanti. Messaggi politici che richiamano l’attenzione del mondo contemporaneo. Il film, come detto prima, lascia spazi aperti e misteri irrisolti. Nel Robinson Crusoe di Defoe, il protagonista fa la sua prima amicizia sull’isola con un selvaggio che chiama Venerdì. Poi farà amicizia anche con il padre di Venerdì. Nel film invece, Robinson stringe amicizia prima con un pappagallo che chiama Martedì, e poi con i suoi amici animali. L’animale sarà forse l’ennesima rappresentazione metaforica dell’uomo (il selvaggio)? L’integrazione tra specie diverse sarà un inconfessato invito all’uguaglianza, all’accoglienza e al rispetto tra etnie differenti? Forse è solo un’ipotesi. Ma una cosa è certa: il film lascia nello spettatore dei dubbi irrisolti. Robinson Crusoe non sarà un film perfetto, ma di sicuro funziona.

Voto: 7 su 10

Attenzione!

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17.5.2016
 

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